Un viaggio indietro di otto secoli, quando Assisi era attraversata dalla voce nuova e radicale di Francesco.
È la suggestione di Tue so’ le laude. San Francesco, i Francescani e la musica, la sacra rappresentazione che l’Università Cattolica del Sacro Cuore propone alla città di Brescia sabato 24 ottobre, alle ore 20.30, nella chiesa di Santa Maria in Calchera, nell’ambito della rassegna “I volti del Romanino: rabbia e fede”, realizzata in collaborazione con Cieli Vibranti.
L’appuntamento nasce nel contesto delle iniziative promosse dall’Ateneo e fortemente volute dalla rettrice Elena Beccalli per celebrare l’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 4 ottobre 1226.
Un anniversario particolarmente significativo per l’Ateneo fondato nel 1921 dal francescano padre Agostino Gemelli: quest’ultimo legato “biograficamente” alla provincia bresciana, avendo pronunciato i primi voti religiosi proprio nel convento di Rezzato, alle porte di Brescia.
A ideare e realizzare la rappresentazione è Guido Milanese, professore ordinario di Letteratura latina nella sede bresciana della Cattolica, con l’ensemble genovese Ars Antiqua di cui è direttore.
L’idea è semplice quanto suggestiva: ricostruire il clima spirituale e culturale della prima esperienza francescana attraverso l’intreccio di parola e musica.
Non un semplice concerto, ma una vera ricostruzione scenica, nella quale la musica diventa strumento per comprendere una stagione spirituale che cambiò profondamente la società e la cultura dell’Europa medievale.
La voce di Francesco, unitamente a quella dei suoi primi biografi, tornerà così a risuonare nella chiesa, alternandosi alle musiche dell’epoca. I testi, tratti soprattutto dalla Vita prima, dalla Vita secunda e dal De miraculis di Tommaso da Celano, sono stati tradotti e adattati dal prof. Milanese.
Alla recitazione, affidata a Gaetano Conte, Mario Del Grosso e Donatella Ferraris, seguiranno laude francescane, canti liturgici, brani monodici e polifonici, alcuni dei quali recuperati da fonti antiche e mai più eseguiti in epoca moderna. Sino ad oggi.
Il repertorio comprende le laude dedicate a Francesco alle composizioni di Giuliano da Spira, passando per anonimi medievali, fino al celebre Dies iræ attribuito a Tommaso da Celano, mentre gli strumenti utilizzati dall’ensemble Ars Antiqua - attivo da anni nello studio e nell’esecuzione della musica medievale, polifonie e canto liturgico – sono copie di strumenti medievali e rinascimentali, contribuendo a restituire al pubblico il colore sonoro dell’epoca.
L’iniziativa è sostenuta dal Dipartimento di Scienze storiche e filologiche dell’Università Cattolica, in collaborazione con l’associazione culturale Cieli Vibranti e con la Parrocchia di Santa Maria in Calchera, dove si trova conservata una tela del Romanino concessa in visione, per l’occasione, da Monsignor Gianni Manenti.