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Brescia, Learning City Unesco

22 gennaio 2026

Brescia, Learning City Unesco

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Il 4 dicembre 2025 l’Unesco ha inserito anche la città di Brescia nella Rete Globale delle Learning Cities, riconoscendo lo straordinario impegno nel rendere il diritto all’istruzione per tutte le età una realtà. Si aggiunge alle 425 città presenti in 91 paesi, impegnate nell’apprendimento permanente per tutti (Lifelong Learning) e svolgono un ruolo chiave negli sforzi dell’Unesco per promuovere un’istruzione inclusiva e di qualità, facilitando lo sviluppo e lo scambio di buone pratiche.

L’Unesco ha confermato che Brescia possiede tutti i requisiti per essere definita una Città dell’Apprendimento, sottolineando l’esistenza di un progetto urbano capace di affrontare la sfida della sostenibilità in tutte le sue dimensioni. Questo risultato conferma l’impegno dell’Università Cattolica sul territorio bresciano presente da più di 60 anni e che ha favorito la costituzione nel 2018 della Unesco Chair on Education for Human Development and Solidarity Among Peoples, diretta dal professor Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione. A questa si è aggiunto nell’anno della capitale della cultura il Festival Internazionale dell’Educazione giunto alla seconda edizione, iniziativa che riunisce le principali realtà del territorio che si occupano di formazione. E proprio ai margini del festival nasce l’intuizione del preside Simeone di candidare Brescia come learning city, accolta dall’assessora all’Istruzione Anna Frattini che ha avviato l’iter di richiesta all’Unesco.

«È un riconoscimento molto importante – ha dichiarato Simeone con soddisfazione – per tutta l’attività svolta dal territorio, ma è anche un impegno a costruire una rete che unisca tutti i soggetti che lavorano nel settore dell’educazione perché Brescia ha una ricca tradizione pedagogica che può rappresentare un modello per altre città».

L’attenzione e l’impegno nell’ambito dell’educazione e della solidarietà hanno contraddistinto la vita della società bresciana negli ultimi due secoli. A partire dalle iniziative di privati cittadini sensibili alle questioni educative e alla solidarietà, si sono sviluppate esperienze di rilevanza nazionale che hanno fatto di Brescia un punto di riferimento. Fattori di natura sociale, politica e religiosa hanno dato impulso a esperienze educative e solidali che hanno animato il territorio bresciano sino ai nostri giorni, facendo tesoro delle iniziative del passato e rispondendo efficacemente ai bisogni contemporanei. Nel corso dei secoli esponenti del mondo religioso, sacerdoti, liberi cittadini, filantropi hanno dato vita ad esperienze significative che hanno segnato la storia bresciana e hanno creato le premesse per lo sviluppo di una particolare “sensibilità pedagogica” e di azioni solidali.

E se riprendiamo i temi che hanno caratterizzato le due edizioni del Festival Internazionale dell’Educazione – Comunità educative nel 2023 e La città che apprende, apprendere nella città – vediamo già enunciata la candidatura a learning city di Brescia. L’azione di garantire a tutte e a tutti un’educazione di qualità, equa e inclusiva – ha ricordato Simeone - è anche il tema della Giornata internazionale dell’Educazione che si celebra il 24 gennaio nonché il Goal 4 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

Sarà questo uno degli obiettivi contenuti nella candidatura Unesco e che la città di Brescia cercherà di raggiungere mettendo in campo un gioco di squadra. Ne è convinta la sindaca Laura Castelletti che ricorda la grande responsabilità che l’Unesco ci ha affidato con questo riconoscimento. «Bisogna rafforzare il nostro impegno, co-progettare insieme senza smettere di sperimentare nuove strade come la storia educativa bresciana ci ha insegnato». Un’azione collettiva, partecipata e coordinata per la città che favorirà  una maggiore coesione sociale, garantendo pari opportunità a tutti.

Un articolo di

Antonella Olivari

Antonella Olivari

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