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Business e sostenibilità: le due facce del manager del futuro

14 settembre 2021

Business e sostenibilità: le due facce del manager del futuro

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La distinzione tra mondo profit e non profit è sempre meno evidente. I temi della sostenibilità, dell’economia circolare e della responsabilità sociale non sono più solo “buoni intenti”: bandi, finanziamenti e aperture di credito sono sempre più legati vincolati all’impatto sociale delle attività economiche che vogliono sostenere. Servono manager, imprenditori e nuovi paradigmi per governare la nuova economia globale che si sta affermando.

Nel corso dell’Open Week Master dell’Università Cattolica è stata presentata la prima edizione del master in “Social impact economy & management”, dedicato proprio a questi temi. Il direttore del corso Marco Grumo ha moderato l’incontro “Le nuove sfide dei manager business e non business nella new global & social impact economy” organizzato in partnership con banca Intesa Sanpaolo: «In questi anni abbiamo tradotto la nostra mission aziendale in azioni concrete che avessero impatto positivo sulla società -ha sottolineato Nicoletta Bernasconi, responsabile per le relazioni istituzionali con l’Università della banca-. Per noi è importante la collaborazione con questo master perché per numero di clienti e volume creditizio possiamo essere accompagnatori per imprese e clienti su questi temi, sostenendo anche il mondo dell’educazione, della formazione e della ricerca. Questo spiega ulteriormente il nostro rapporto con l’Ateneo».

Durante l’incontro sono stati tratteggiati diversi scenari sul futuro del business e delle imprese. Per il Managing Director di Accenture Italia Francesco Schaccheri l’asset principale sarà la tecnologia: «Le aziende di successo hanno dato la priorità all’innovazione tecnologica. Ormai non c’è più distinzione tra strategia aziendale e tecnologica, essa è la base della leadership globale». Secondo il manager internazionale Pietro Braguglia la tecnologia non è tutto: «Essa ormai è una sorta di organismo vivente che va avanti da sé, in modo indipendente dall’uomo. Saranno le persone l’asset decisivo per cogliere le opportunità di business. L’economia circolare in futuro andrà applicata anche a esse, attraverso processi di educazione e formazione seguendo così l’evoluzione del mercato». Anche per l’imprenditore Claudio Tapparo la sensibilità ambientale sarà l’asse del cambiamento per imprese e mercato: «Nel nostro tessuto imprenditoriale le realtà che si stanno sviluppando sono quelle che si stanno internazionalizzando e sono proprio i mercati globali a sollecitare le imprese verso la sostenibilità richiedendo certificazioni ambientali e sulla sicurezza».

Anche per Carlo Fornario, direttore della comunicazione e fundraising per il Policlinico Gemelli e osservatore privilegiato sul mondo non-profit, la commistione tra mondo business e terzo settore correrà sul tema della sostenibilità: «Non si insegue più il business a tutti i costi ma anche nel mondo non profit non basta più “fare del bene”. È cresciuta l’attenzione verso lavoratori e ambiente. I manager del futuro non possono più avere solo determinate caratteristiche tecniche ma dovranno avere cura particolare verso attitudini. A mio figlio direi di essere coraggioso perché è la precondizione per essere aperti al cambiamento, alle nuove sfide e a sapere gestire le crisi».

Un articolo di

Michele Nardi

Michele Nardi

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