A fronte di tutti questi ricordi positivi le alumnae della famiglia Errico non hanno mai rimpianto la decisione di aver scelto di immatricolarsi in Cattolica a Piacenza, e per questo di essersi trasferite da Ostuni, la loro città in provincia di Brindisi: «Trasferirci dalla Puglia a Piacenza è stata una scelta importante, volevamo uscire dalla nostra zona di comfort e vivere un’esperienza universitaria completa. Il campus piacentino della Cattolica ci ha permesso proprio questo, grazie a un contesto raccolto in cui è facile integrarsi, creare legami e sentirsi parte di una comunità». Un vero valore aggiunto tutto questo per Lucrezia, Chiara e Federica che sottolineano, in particolare, come l’Università Cattolica offra «una formazione altamente qualificata in un ambiente molto attento allo studente, dove la dimensione umana ha la sua forte rilevanza».
A rendere ancora più ricca l'esperienza universitaria delle alumnae Errico ha contribuito, senza dubbio, il soggiorno presso il Collegio S. Isidoro dell'Ateneo, ricordato come «molto più di un semplice luogo dove vivere, ma una vera e propria seconda casa che ci ha regalato belle amicizie, momenti di incontro e confronto nonché anche tante esperienze divertenti che ricordiamo con affetto». Se ripensano quindi ai loro anni da studentesse a Piacenza, mamma Lucrezia, come le figlie Chiara e Federica, raccontano il tempo trascorso in collegio come «una parte fondamentale del percorso universitario, che ci ha insegnato molto anche nella quotidianità: autonomia, organizzazione, convivenza».
Vivere in collegio a fianco dell’università ha permesso, inoltre, alle sorelle Errico di poter continuare a coltivare la loro grande passione sportiva, vale a dire a giocare a pallavolo. «Con i miei compagni di studio creammo una squadra universitaria e ci iscrivemmo al campionato CSI amatoriale – racconta Chiara -. Successivamente ricevetti l’offerta dal River Volley per la serie D, poi passai alla Pallavolo San Giorgio in B2 e infine ritornai alla River. Intanto mi ero laureata e avevo iniziato a lavorare in banca e quindi non avevo troppo tempo da dedicare alla pallavolo, così ho deciso di ritornare a giocare nel CSI - dove gioca attualmente anche mia sorella Federica - fino allo scorso gennaio, quando sono stata chiamata dalla Libertas Steriltom». La passione per il volley, e l’impegno per conciliare studio e attività sportiva, è il fil rouge che ha accomunato l’esperienza universitaria delle sorelle Errico che ammettono però quanto, tutto questo, non sia sempre stato facile: «abbiamo dovuto imparare a gestire il tempo in modo preciso, cercando di dare sempre il massimo sia nello studio come nello sport. Quest’ultimo ci ha fatto acquisire capacità utili come la disciplina e la costanza, e ci ha insegnato a non mollare mai, a gestire la pressione e a lavorare per obiettivi, tutte cose che si sono rivelate fondamentali anche nello studio universitario». D’altro canto, lo studio universitario – spiegano Chiara e Federica - ha dato loro metodo, capacità di organizzazione e concentrazione che hanno applicato con successo nello sport: «Sono due percorsi differenti ma che per noi si sono sempre intrecciati e rafforzati a vicenda».
Seppure abbiano studiato in anni differenti, dalle parole e dai ricordi di mamma Lucrezia e delle figlie Chiara e Federica emerge nitidamente che il valore duraturo di una laurea in Cattolica è dato - non solo da una solida formazione accademica – ma anche da come e dove è stato vissuto il proprio percorso universitario. Perché è da quel “come e dove” che hanno origine e si sviluppano metodi, approcci, prospettive che restano e si portano dietro anche dopo il traguardo della laurea.