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Economia, sport e amicizie: in Cattolica dove si studia e si cresce

21 maggio 2026

Economia, sport e amicizie: in Cattolica dove si studia e si cresce

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Non hanno mai rimpianto di essersi trasferite dalla Puglia per studiare nel campus di Piacenza dell’Università Cattolica, perché lì hanno ricevuto una formazione altamente qualificata, in un ambiente attento allo studente, dove la dimensione umana ha la sua forte rilevanza. È per questo che mamma Lucrezia, e le sue figlie Chiara e Federica Errico – tutte alumnae della Facoltà di Economia - ricordano i loro anni di studio in Cattolica come anni intensi, coinvolgenti, non solo di studio, ma anche di relazioni. Anni dove hanno potuto continuare a coltivare la loro passione sportiva per la pallavolo. E oggi sono orgogliose di far parte della grande Community Alumni dell’Ateneo.


«Più che una tradizione, è stato un percorso che ci ha unite in modo naturale. Crescendo, abbiamo sempre visto nostra madre vivere il suo lavoro con passione e grande dedizione, e questo sicuramente ci ha influenzate. Allo stesso tempo, la scelta di Economia è nata anche dalle nostre inclinazioni personali, legate all’interesse per il mondo aziendale e gestionale. È stato bello, in momenti diversi, condividere lo stesso percorso e potersi confrontare anche su questo». Spiegano così, le sorelle Chiara e Federica Errico, la scelta di essersi laureate entrambe alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica a Piacenza come la loro mamma Lucrezia che si laureò, nel 1999, in Economia e commercio.

Quello delle alumnae Errico lo si può ritenere quindi un cammino condiviso che, partendo dagli interessi personali, ha portato alla consapevolezza di aver compiuto un percorso significativo sul piano formativo e della crescita personale. Tutte e tre ricordano infatti quegli anni come «anni importanti e intensi, molto pieni, coinvolgenti ma davvero formativi; anni non solo di studio ma anche di relazioni, esperienze e crescita». Un tempo che ovviamente sia Chiara - dopo la laurea triennale in Economia aziendale nel 2022 e la magistrale in Gestione d’azienda nel 2025 – sia Federica - che si è laureata alla triennale in Economia aziendale, management e libera professione nel 2024 e tra qualche mese conseguirà la magistrale in General management – sentono «ancora molto vicini e presenti». Ma anche per mamma Lucrezia – a distanza di qualche anno in più rispetto alle sue figlie – gli anni in Cattolica «hanno lasciato tanto e continuano ancora oggi ad avere un impatto. Sicuramente il metodo e l’approccio al lavoro: i miei studi nell’Ateneo del Sacro Cuore mi hanno insegnato ad affrontare i problemi con rigore, ad essere organizzata e a prestare attenzione a ogni dettaglio. Sono tutti aspetti che ancora oggi applico quotidianamente nella mia professione di commercialista e che considero fondamentali».

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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A fronte di tutti questi ricordi positivi le alumnae della famiglia Errico non hanno mai rimpianto la decisione di aver scelto di immatricolarsi in Cattolica a Piacenza, e per questo di essersi trasferite da Ostuni, la loro città in provincia di Brindisi: «Trasferirci dalla Puglia a Piacenza è stata una scelta importante, volevamo uscire dalla nostra zona di comfort e vivere un’esperienza universitaria completa. Il campus piacentino della Cattolica ci ha permesso proprio questo, grazie a un contesto raccolto in cui è facile integrarsi, creare legami e sentirsi parte di una comunità». Un vero valore aggiunto tutto questo per Lucrezia, Chiara e Federica che sottolineano, in particolare, come l’Università Cattolica offra «una formazione altamente qualificata in un ambiente molto attento allo studente, dove la dimensione umana ha la sua forte rilevanza».

A rendere ancora più ricca l'esperienza universitaria delle alumnae Errico ha contribuito, senza dubbio, il soggiorno presso il Collegio S. Isidoro dell'Ateneo, ricordato come «molto più di un semplice luogo dove vivere, ma una vera e propria seconda casa che ci ha regalato belle amicizie, momenti di incontro e confronto nonché anche tante esperienze divertenti che ricordiamo con affetto». Se ripensano quindi ai loro anni da studentesse a Piacenza, mamma Lucrezia, come le figlie Chiara e Federica, raccontano il tempo trascorso in collegio come «una parte fondamentale del percorso universitario, che ci ha insegnato molto anche nella quotidianità: autonomia, organizzazione, convivenza».

Vivere in collegio a fianco dell’università ha permesso, inoltre, alle sorelle Errico di poter continuare a coltivare la loro grande passione sportiva, vale a dire a giocare a pallavolo. «Con i miei compagni di studio creammo una squadra universitaria e ci iscrivemmo al campionato CSI amatoriale – racconta Chiara -. Successivamente ricevetti l’offerta dal River Volley per la serie D, poi passai alla Pallavolo San Giorgio in B2 e infine ritornai alla River. Intanto mi ero laureata e avevo iniziato a lavorare in banca e quindi non avevo troppo tempo da dedicare alla pallavolo, così ho deciso di ritornare a giocare nel CSI - dove gioca attualmente anche mia sorella Federica - fino allo scorso gennaio, quando sono stata chiamata dalla Libertas Steriltom». La passione per il volley, e l’impegno per conciliare studio e attività sportiva, è il fil rouge che ha accomunato l’esperienza universitaria delle sorelle Errico che ammettono però quanto, tutto questo, non sia sempre stato facile: «abbiamo dovuto imparare a gestire il tempo in modo preciso, cercando di dare sempre il massimo sia nello studio come nello sport. Quest’ultimo ci ha fatto acquisire capacità utili come la disciplina e la costanza, e ci ha insegnato a non mollare mai, a gestire la pressione e a lavorare per obiettivi, tutte cose che si sono rivelate fondamentali anche nello studio universitario». D’altro canto, lo studio universitario – spiegano Chiara e Federica - ha dato loro metodo, capacità di organizzazione e concentrazione che hanno applicato con successo nello sport: «Sono due percorsi differenti ma che per noi si sono sempre intrecciati e rafforzati a vicenda».

Seppure abbiano studiato in anni differenti, dalle parole e dai ricordi di mamma Lucrezia e delle figlie Chiara e Federica emerge nitidamente che il valore duraturo di una laurea in Cattolica è dato - non solo da una solida formazione accademica – ma anche da come e dove è stato vissuto il proprio percorso universitario. Perché è da quel “come e dove” che hanno origine e si sviluppano metodi, approcci, prospettive che restano e si portano dietro anche dopo il traguardo della laurea.

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