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Igor De Biasio, da Scienze politiche alla guida di Mind

01 febbraio 2024

Igor De Biasio, da Scienze politiche alla guida di Mind

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La Milano del futuro si costruisce all’interno di Mind, l’hub tecnologico sorto nella grande area che nel 2015 ospitò l’Esposizione Universale. «E pensare che, terminato l’Expo, non c’era un’idea precisa su quello che si sarebbe dovuto fare di quell’enorme superficie. Si è quasi rischiato il fallimento», ha affermato Igor De Biasio, amministratore delegato di Arexpo. «Oggi, invece, c’è un progetto che vale oltre 4 miliardi di euro, ci sono 3.000 persone che vi lavorano e può contare sulla presenza di SkyDeck, l’acceleratore per start-up collegato all’Università di Berkeley, dove accedono le più innovative idee imprenditoriali di tutto il mondo».

De Biasio racconta in Università Cattolica il “fenomeno” di Mind Milano Innovation District, che in soli dieci anni è diventato uno dei fiori all’occhiello del Ministero dell’Economia e della Finanza per la rigenerazione urbana. «Un progetto che funziona perché Governo e Regione, indifferentemente da chi ne è alla guida, corrono insieme. Questo ha fatto sì che ai tempi del Governo Renzi si decise che a Palazzo Italia sarebbe atterrato Human Technopole, il centro di ricerca nazionale sui genomi e le malattie rare che, grazie anche ai 140 milioni di euro di fondi governativi stanziati ogni anno, accoglie 300 ricercatori, di cui due terzi stranieri o italiani di ritorno, e si avvale di strumentazioni all’avanguardia. Altro esempio è il Galeazzi Sant’Ambrogio: realizzato in soli tre anni, è l’ospedale più alto d’Italia, con 600 posti letto e 5mila persone al giorno».

De Biasio, che ricopre anche il ruolo di presidente di Terna e di consigliere di amministrazione Rai, lo scorso 29 gennaio è stato il protagonista del terzo appuntamento con i laureati illustri, il ciclo di incontri promosso dagli Scholars, l’Associazione dei docenti che hanno cessato l’attività accademica, e da Alumni UCSC, la community che riunisce i laureati dell’Ateneo. De Biasio, infatti, è un alumnus dell’Università Cattolica, dove si è laureato nel 2001 in Scienze politiche e sociali – indirizzo internazionale. «È un privilegio ascoltare la testimonianza di chi ha avuto un percorso di carriera così importante e significativo», ha detto il rettore Franco Anelli, introducendo l’iniziativa. «Un’esperienza in cui è possibile ritrovare la cifra di una leadership e di un approccio manageriale che è il frutto degli studi e del clima che si respira in questa Università».

 

 

Di questo ne è convinto Alberto Quadrio Curzio, emerito di Economia politica e dal 1989 al 2010 preside di quella che allora si chiamava Facoltà di Scienze Politiche. «La nostra Università offre una formazione assai solida per i suoi laureati e, sottolineo questo aspetto di solidità, in quanto l’apprendimento in un ateneo è conoscere ma avere una solida cultura che determini il coraggio e il senso di responsabilità nel procedere nella propria vita professionale».  

D’altronde, ha fatto eco Edoardo Teodoro Brioschi, presidente dell’Associazione degli Scholars, «la finalità di questo ciclo è presentare alcuni laureati che tramite il loro impegno di studi, di approfondimenti di esperienze acquisite, di finalizzazioni delle stesse, sono testimoni autorevoli di un percorso iniziato nel loro Ateneo e poi ulteriormente approfondito esternamente nel campo del lavoro, nell’ambito scientifico, culturale, economico e sociale». Come i protagonisti dei due precedenti incontri: Manfredi Catella, laureato della facoltà di Economia, che, tra le altre cose, si è occupato del rinnovamento di Porta Nuova, e Cristina Dondi, che ha conseguito la laurea in Lettere e Filosofia, tra le massime studiose di incunaboli.

 

 

E come lo stesso Igor De Biasio che, tra le altre numerose esperienze professionali, ha avuto la grande opportunità nel 2002 di volare a Detroit per illustrare alla platea del World Economic Forum il progetto Mind. «Questo significa che in Italia, se si ha la volontà, si possono realizzare progetti in grado di competere con il mondo. Mind ne è la dimostrazione», ha affermato De Biasio. Un modello che funziona visto che oggi Arexpo lavora in altre aree della Lombardia e del Paese. «Da Milano siamo approdati a Pavia. Una città che, pur presentando tutte le caratteristiche di un ecosistema dell’innovazione, era priva di laboratori e spazi per l’impresa. Così grazie all’intervento di Arexpo, che ha realizzato un accordo con l’università e ha messo a disposizione quel pezzo mancante di spazio necessario, è nato Pavia innovation district».

Un successo insomma, quello di Mind, non solo ed esclusivamente frutto di competenze tecniche. «Per raggiungere obiettivi importanti non puoi guardare solo te stesso. Credo in un modello di management basato sulle idee di donne e di uomini che hanno sogni e aspettative. Credo nel valore delle persone, del team, della condivisione, del feedback. Una visione che ho acquisito nelle aule di questa Università che mi dato la capacità di riflettere, di farmi domande e non dare mai nulla per scontato».

Un articolo di

Katia Biondi

Katia Biondi

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