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News | Piacenza
Carcere: il lavoro come antidoto
Una lezione aperta organizzata dal corso di laurea in Giurisprudenza, per riflettere sul valore di cultura e lavoro nel percorso di rieducazione del reo
| Sabrina Cliti
26 febbraio 2025
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Le condizioni di vita delle carceri italiane sono sempre più difficili, soprattutto a causa di un crescente sovraffollamento in spazi non sempre adeguati (al 31 dicembre 2024 il tasso di sovraffollamento medio in Italia è del 132%). In queste condizioni è complesso anche offrire percorsi o attività di rieducazione che costituiscono la principale funzione della pena (articolo 27 della Costituzione).
«Il convegno “Arti performative in carcere. Una risorsa di salute” - spiega Carla Bino, responsabile del progetto Arti per la cura - intende riflettere sul contributo dei progetti che utilizzano le arti, soprattutto performative, possono dare alla salute di chi vi partecipa, con una particolare attenzione ai contesti detentivi. E’ crescente il riconoscimento scientifico delle potenzialità delle arti per la salute, come riportato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha raccolto oltre 3000 studi scientifici pubblicati sul tema negli ultimi due decenni».
Nella prima sessione del convegno, verrà presentato il progetto Fragili Legami - un percorso di teatro sociale che da oltre dieci anni viene svolto nelle case di reclusione e circondariali di Verziano e Canton Mombello (BS) – per poi approfondire il ruolo che le attività teatrali svolgono attualmente nelle carceri italiane. In particolare, verranno presentati gli esiti della ricerca condotta da Università Cattolica, in collaborazione con la direzione sanitaria delle carceri, sugli impatti del progetto Fragili Legami sul benessere percepito dalle persone detenute partecipanti al laboratorio teatrale.
Nel pomeriggio, la discussione si aprirà a riflettere sul ruolo che la partecipazione ad esperienze artistiche può avere sulla salute e sul benessere delle persone, che siano affette da patologie o meno. Verranno presentati casi di studio e riflessioni scientifiche sulle relazioni tra arti e salute in senso ampio (intesa dal punto di vista fisico/biomedico, ma anche psicologico, sociale ed ambientale). Infine, sarà illustrata l’attuale situazione delle policies in Italia sulla prescrizione sociale - ovvero la possibilità di prescrivere e finanziare da parte del servizio sanitario nazionale la partecipazione ad esperienze sociali e artistiche, come già avviene in altri paesi del contesto anglosassone.
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