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ChatGpt? Non sarà mai un buon insegnante

05 ottobre 2023

ChatGpt? Non sarà mai un buon insegnante

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«Se lo scopo dell’istruzione e dell’apprendimento fosse semplicemente la trasmissione della conoscenza da chi ce l’ha a favore di chi non la possiede, ChatGpt sarebbe un insegnante imbattibile, il migliore di tutti, perché ha accesso a tutta le informazioni del mondo. Ma se lo scopo dell’educazione è quello di ispirare, di far crescere esseri umani completi con un senso di cura e di impegno nei confronti del mondo, come solo una relazione autentica può fare, allora l’intelligenza artificiale sarà un insegnante terribile, perché non può “fare la differenza”».

Etienne e Beverly Wenger-Trayner, leader mondiali nel campo dell’apprendimento sociale e ideatori delle comunità di pratica, hanno inaugurato nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, con una lectio dedicata al “Potere formativo delle comunità di pratica” la prima edizione del Festival internazionale dell’educazione, dedicata alle “Comunità educative”, in programma a Brescia dal 4 all’8 ottobre, per iniziativa di Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Brescia Musei, Fondazione Asm, Editrice La Scuola, Editrice Morcelliana, InnexHub, Fondazione Aib, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Feralpi Group e Cassa Padana, in media partnership con Rai News24, Rai Cultura, Rai Radio1, Avvenire e Giornale di Brescia, e sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo.

Un articolo di

Paolo Ferrari

Paolo Ferrari

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In una giornata che ha mobilitato più di 1.500 persone mobilitate per 10 eventi e in ascolto di 40 relatori, ha suscitato grande interesse la lezione dei relatori, introdotta dai saluti della sindaca di Brescia Laura Castelletti, del direttore scientifico del Festival e preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica Domenico Simeone, dell’assessore all’istruzione, formazione, lavoro della Regione Lombardia Simona Tironi, del presidente della Fondazione Brescia Musei e dell’Editrice Morcelliana Francesca Bazoli e del rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli, che ha presentato il Festival come «un’iniziativa potente, che sottolinea il potere trasformativo dell’educazione: da lei viene la forma che si darà al futuro. E l’Università ha tra le sue più importanti missioni quella di fare in modo che le nuove generazioni si appassionino alla conoscenza».

I coniugi Wenger-Trayner hanno spiegato il loro approccio, che sposta l’accento sull’apprendimento e valorizza l’«intelligenza della pratica» e s’è affermato in giro per il mondo «perché aumentano incertezza e complessità.

Quando non ci sono certezze, non si può aspettare l’uscita di un manuale o che si trovi, à la carte, un gruppo di esperti in grado di affrontare problemi nuovi e inattesi.

Pensiamo a quanto è successo, per esempio, alle università durante il Covid: nessuno sapeva come riorganizzare la didattica e l’unica soluzione è stata mettersi in contatto con gli altri atenei per capire come stavano affrontando l’emergenza. Che cos’è stata questa strategia, se non ciò che noi chiamiamo una “comunità di pratica”? Un gruppo di persone consapevole che occorre “imparare in movimento”, “inventando” sul momento la strada da percorrere?».

Secondo i Wenger-Trayner, l’apprendimento avviene sul confine di ciò che non è ancora noto, che è ancora da scoprire e ha un potere trasformativo. E che consente di “fare la differenza”, come recita il loro ultimo libro, solo quando è caratterizzato da “agency”, cioè da proattività, da spirito d’iniziativa e dalla consapevolezza propria di chi sa attribuire un significato alla propria azione.

Un’intuizione che mette in discussione i sistemi di istruzione e formazione che hanno finora posto l’accento sulla mera trasmissione di contenuti. «È fondamentale promuovere l'interesse per ciò che le persone fanno e per il modo in cui l’apprendimento le aiuta a fare la differenza per ciò a cui tengono» hanno affermato gli ideatori delle comunità di pratica.


La prima giornata del Festival si è aperta nella sede di via Garzetta 48 dell’Università Cattolica, con il laboratorio itinerante “Camminare per l’ecologia integrale”, che ha condotto più di un centinaio di studenti dell’Ateneo, introdotti dall’assistente ecclesiastico generale della Cattolica, il vescovo Claudio Giuliodori, in un percorso esperienziale nel Parco delle colline di Brescia, sulle orme della Laudato si’ e nello spirito della nuova Laudate Deum di Papa Francesco, nel giorno in cui si celebra la memoria del Santo di Assisi e la Giornata internazionale del dono.

Oltre 300 studenti delle scuole superiori, nell’aula Polifunzionale della sede di via Trieste dell’Ateneo, hanno assistito, e dialogato con il regista, alla proiezione del film di Tommaso Valente The passengers, dedicato a un progetto di “abitare sociale” (Housing first) che ha coinvolto persone confinate nelle periferie esistenziali, e si collega a un’esperienza di Service learning che gli studenti di Scienze della formazione hanno vissuto in collaborazione con il Dormitorio San Vincenzo di via Milano a Brescia.

Nella sede di Csmt di via Branze l’amministratore delegato e direttore generale Riccardo Trichilo, il ceo di Considi Stefano Zane e il presidente di InnexHub Giancarlo Turati, hanno dialogato con gli universitari sul rapporto tra “Impresa-comunità-tecnologia-uomo”.

«La fabbrica è una comunità formativa» ha spiegato Turati. «Il lavoro è parte fondamentale della vita e quindi siamo chiamati a cambiare il vecchio paradigma: molte persone vivono per lavorare, mentre invece il lavoro deve diventare una parte della vita: lavorando si intessono relazioni, si imparano cose, si può dare un senso alla vita degli altri, perché il nostro lavoro è finalizzato ad altri e non a noi stessi».

Prima della lectio inaugurale il Collettivo artistico Dmav, nell’ambito del Progetto di valorizzazione del pensiero delle pedagogiste ed educatrice dell’infanzia di inizio ‘900, ha acceso la prima delle luci in tasca con la voce del soprano Yue Wu, accompagnato dal maestro Luca Tessadrelli, ispirata al Canto educativo agazziano.

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