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Spazi, gesti, parole: piccola mappa esperienziale

07 marzo 2021

Spazi, gesti, parole: piccola mappa esperienziale

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parola del giorno

Vangelo di Giovanni (Gv 2,13-25)        

Ci sono spazi, gesti, parole che hanno carattere speciale. Scrivendo di religioni, Mircea Eliade (1907-1986) riconosceva i luoghi e i tempi del sacro in quanto sottratti alle faccende feriali. Queste, pur utili alla vita, debbono essere svolte altrove.
In casa del Signore si è ospiti, il tempio non è nostro, i suoi confini non li abbiamo stabiliti noi. Ci sono parole che, per i tempi e i modi in cui sono pronunciate, costituiscono il paradigma delle azioni future, diventano comandamenti. Dicono una verità che è fondamento: sulla parola i discepoli possono credere.
“Do kamo”, per i caledoniani studiati dal missionario-etnologo Maurice Leenhardt (1878-1954), non è un termine neutrale: indica piuttosto l’espressione piena dell’uomo, il vivente autentico, che sia antenato o ancora mortale. Ci sono, infine, gesti che, separando, segnano il perimetro dell’azione giusta. C’è corrispondenza, dice ancora Leenhardt, tra la parola, chi la pronuncia e l’azione: la parola del capo è quasi un sacramento. Saggezza è comprendere la gerarchia del reale.

Un articolo di

Anna Casella

Docente di Discipline Demoetnoantropologiche

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Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus.

Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno letti in un podcast e accompagnati da un’immagine scelta in rete.

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